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	<title>Ramperto</title>
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	<description>Brixia, Brèsa, Brescia: passeggiando tra vicoli e libri.</description>
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		<title>Le città e la memoria. 5</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 23:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramperto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;A Maurilia, il viaggiatore è invitato a visitare la città e nello stesso tempo a osservare certe vecchie cartoline illustrate che la rappresentano com&#8217;era prima: la stessa identica piazza con una gallina al posto della stazione degli autobus, il chiosco &#8230; <a href="http://www.ramperto.it/le-citta-e-la-memoria-5/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A Maurilia, il viaggiatore è invitato a visitare la città e nello stesso tempo a osservare certe vecchie cartoline illustrate che la rappresentano com&#8217;era prima: la stessa identica piazza con una gallina al posto della stazione degli autobus, il chiosco della musica al posto del cavalcavia, due signorine col parasole bianco al posto della fabbrica di esplosivi. <span id="more-575"></span>Per non deludere gli abitanti occorre che il viaggiatore lodi la città nelle cartoline e la preferisca a quella presente, avendo però cura di contenere il suo rammarico per i cambiamenti entro regole precise: riconoscendo che la magnificenza a prosperità di Maurilia diventata metropoli, se confrontate con la vecchia Maurilia provinciale, non ripagano d&#8217;una certa grazia perduta, la quale può tuttavia essere goduta soltanto adesso nella vecchie cartoline, mentre prima, con la Maurilia provinciale sotto gli occhi, di grazioso non ci si vedeva proprio nulla, e men che meno ce lo si vedrebbe oggi, se Maurilia fosse rimasta tale e quale, e che comunque la metropoli ha questa attrattiva in piú, che attraverso ciò che è diventata si può ripensare con nostalgia a quella che era.</p>
<p>Guardatevi dal dir loro che talvolta città diverse si succedono sopra lo stesso suolo e sotto lo stesso nome, nascono e muoiono senza essersi conosciute, incomunicabili tra loro. Alle volte anche i nomi degli abitanti restano uguali, e l&#8217;accento delle voci, e perfino i lineamenti delle facce; ma gli dèi che abitano sotto i nomi e sopra i luoghi se ne sono andati senza dir nulla e al loro posto si sono annidati dèi estranei. È vano chiedersi se essi sono migliori o peggiori degli antichi, dato che non esiste tra loro alcun rapporto, cosí come le vecchie cartoline non rappresentano Maurilia com&#8217;era, ma un&#8217;altra città che per caso si chiamava Maurilia come questa&#8221;.</p>
<p>Italo Calvino, <em>Le Città Invisibili</em>.
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</ul>
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		<title>Le &#8220;case a schiera&#8221; di vicolo Lungo</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 19:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramperto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<category><![CDATA[Vie di Brescia]]></category>
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		<category><![CDATA[XII Secolo]]></category>
		<category><![CDATA[XIII Secolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;articolo sulla nascita di Piazza Tebaldo Brusato ci ho un po&#8217; preso gusto a fotografare i muri della Brescia Antica e sono finito in Vicolo Lungo a fare questo altrettanto lungo collage fotografico (si chiamerebbe ortofoto, ma evito per rispetto ai &#8230; <a href="http://www.ramperto.it/le-case-a-schiera-di-vicolo-lungo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;articolo sulla <a href="http://www.ramperto.it/la-nascita-di-piazza-tebaldo-brusato/">nascita di Piazza Tebaldo Brusato</a> ci ho un po&#8217; preso gusto a fotografare i muri della Brescia Antica e sono finito in Vicolo Lungo a fare questo altrettanto lungo collage fotografico (si chiamerebbe ortofoto, ma evito per rispetto ai professionisti):</p>
<div id="attachment_563" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="http://www.ramperto.it/wp-content/uploads/2011/10/lunghetto.jpg"><img class="size-large wp-image-563 " title="Vicolo Lungo" src="http://www.ramperto.it/wp-content/uploads/2011/10/lunghetto-1024x102.jpg" alt="" width="640" height="63" /></a><p class="wp-caption-text">Il muro di cinta sul lato meridionale di Vicolo Lungo.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vicolo Lungo collega vicolo San Clemente con la piazza del Foro, superando un discreto dislivello dovuto a secoli di detriti che sono scesi dal Cidneo a ricoprire templi, colonne e ricordi del passato. <span id="more-561"></span>Questo lento e inesorabile seppellire non è certo terminato una volta nascoste le vestigia dell&#8217;Impero: di per sé sarebbe un processo continuo, ma è chiaro che il colluvio riesce a sedimentare dove e quando non c&#8217;è manutenzione, come ad esempio nei primi secoli del Medioevo, quando non c&#8217;era più nessuno che potesse (e sapesse) aggiustare strade e fognature. Le vicissitudini delle strade cittadine però continuano sempre, anche in epoche più moderne: un vicolo isolato e chiuso si ricopre presto di erbacce &#8211; guardate certi vicoli &#8220;privatizzati&#8221; da cancelli dalle parti del Carmine, completamente ricoperti di parietaria -, vi si accumulano terra, rifiuti e macerie e ben presto le porte in disuso dei piani terra si &#8220;abbassano&#8221; sempre più. Poi la città cresce e si evolve, le case crollano o vengono abbattute e le pareti rimaste in piedi vengono riutilizzate per costruire nuovi edifici o per chiudere broli e giardini.</p>
<p>È questo il caso della parete nella foto. Si tratta di un muro di cinta che va dalla Casa del Moretto in Vicolo San Clemente fino all&#8217;edificio posto tra i resti del Foro e Casa Palazzi, coprendo la quasi totalità della lunghezza del vicolo. Nel muro sono presenti numerose porte ad arco e finestre ormai tamponate, testimoni di quella rinascita urbanistica che coinvolse Brescia tra l&#8217;XI e il XIII Secolo. Con un po&#8217; di immaginazione vi si possono chiaramente distinguere le facciate di quelle che erano abitazioni dei ceti popolari, una sorta di &#8220;casette a schiera&#8221; <em>ante-litteram</em>. Rimando all&#8217;<a href="http://www.ramperto.it/la-nascita-di-piazza-tebaldo-brusato/">articolo</a> su Piazza Tebaldo Brusato per ulteriori informazioni.</p>
<h3><strong>Per saperne di più:</strong></h3>
<p><small>Cortelletti, M., Cervigni, L., 2000. Edilizia residenziale a Brescia tra XI e XIV secolo. in Archeologia dell&#8217;Architettura, (V, 2000). Supplemento a «Archeologia Medievale», XXVI, pp. 87-100.</small></p>
<p><small>Andenna, G., Rossi, M. (a cura di), 2002. Società bresciana e sviluppi del romanico (XI-XIII secolo). Atti del convegno di Studi. V&amp;P, Brescia.</small>
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<li><a href='http://www.ramperto.it/patrimonio-dellumanita/' title='Patrimonio dell&#8217;Umanità'>Patrimonio dell&#8217;Umanità</a></li>
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		<title>Patrimonio dell&#8217;Umanità</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 21:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramperto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricevo con commossa gioia la notizia dell&#8217;ingresso dell&#8217;area monumentale bresciana, in particolare del monastero di Santa Giulia, nel Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO. La candidatura era stata presentata 4 anni fa come parte di un &#8220;sito diffuso&#8221; dal nome I Longobardi in &#8230; <a href="http://www.ramperto.it/patrimonio-dellumanita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://farm2.static.flickr.com/1299/534875174_8911d725f8_z.jpg"><img class="  " title="S. Giulia" src="http://farm2.static.flickr.com/1299/534875174_8911d725f8_m.jpg" alt="La chiesa di Santa Giulia vista da uno dei chiostri del monastero." width="240" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">La chiesa di Santa Giulia vista da uno dei chiostri del monastero.</p></div>
<p>Ricevo con commossa gioia la notizia dell&#8217;ingresso dell&#8217;area monumentale bresciana, in particolare del <a href="http://www.bresciamusei.com/">monastero di Santa Giulia</a>, nel Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO.</p>
<p>La candidatura era stata presentata 4 anni fa come parte di un &#8220;sito diffuso&#8221; dal nome <em>I Longobardi in Italia: i centri del potere (568-774 d.C.)</em>, in cui sono compresi anche il <em>castrum </em>e la chiesa di S. Maria <em>Foris Portas </em>di Torba-Castelseprio (Varese), il tempietto Longobardo di Cividale del Friuli (Udine), il tempietto del Clitunno a Campello (Perugia), la basilica di San Salvatore a Spoleto (Perugia) la chiesa di S. Sofia a Benevento e il Santuario Micaelico di Monte Sant&#8217;Angelo sul Gargano (Foggia). <a href="http://www.ramperto.it/brescia-citta-regale-longobarda/">Qui</a> trovate altre informazioni. Il sito bresciano è il più grande e comprende anche la zona archeologica del Capitolium, inserita su suggerimento dell&#8217;ICOMOS (<em>International Council of Monuments and Sites</em>) dopo una prima revisione della candidatura.</p>
<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5316/5883810449_b37970a9ab_z.jpg"><img class="alignright" title="UNESCO" src="http://farm6.static.flickr.com/5316/5883810449_b37970a9ab_m.jpg" alt="" width="165" height="240" /></a></p>
<p>Rimandandovi al <a href="http://bresciamusei.com/Pages/unesco.pdf">comunicato stampa</a>, <a href="http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/santa-giulia-e-patrimonio-dell-umanita-1.797139">all&#8217;articolo</a> del Giornale di Brescia e a futuri eventuali post, non voglio per ora aggiungere altro; vorrei però esprimere la gioia e l&#8217;emozione di chi sostiene da sempre che Brescia si merita ben altro che un paio di righe scialbe sulle guide turistiche. Ora a tutti noi, all&#8217;Amministrazione Comunale come anche all&#8217;intera cittadinanza, resta la responsabilità di valorizzare seriamente i tesori della Leonessa. Fosse un buono stimolo per finire i lavori al Teatro Romano&#8230;
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</ul>
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		<title>Damnatio memoriae</title>
		<link>http://www.ramperto.it/damnatio-memoriae/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 23:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramperto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[Broletto]]></category>
		<category><![CDATA[Epigrafi]]></category>
		<category><![CDATA[Età Veneta]]></category>
		<category><![CDATA[XVII Secolo]]></category>
		<category><![CDATA[XVIII Secolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Broletto è il palazzo del potere bresciano per eccellenza: dal Duecento in poi è sempre stato la sede del governo cittadino e dal 1426 la sede dei rettori che amministravano Brescia per conto della Repubblica di Venezia. L&#8217;edificio, uno &#8230; <a href="http://www.ramperto.it/damnatio-memoriae/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Broletto è il palazzo del potere bresciano per eccellenza: dal Duecento in poi è sempre stato la sede del governo cittadino e dal 1426 la sede dei rettori che amministravano Brescia per conto della Repubblica di Venezia. L&#8217;edificio, uno dei più grandi edifici del genere in Europa, è un libro aperto sull&#8217;ultimo millennio di storia della nostra città: le varie parti del palazzo (quando non addirittura parti diverse di uno stesso muro o di una singola finestra) sono testimoni di epoche e dominazioni diverse: il periodo Comunale, Berardo Maggi, gli Scaligeri, i Visconti, Pandolfo Malatesta, Venezia, Napoleone fino ad arrivare ai giorni nostri.</p>
<p>Sulle pareti che cingono il cortile maggiore è possibile osservare una nutrita teoria di epigrafi. Sono generalmente di marmo o medolo, disposte senza un ordine preciso, hanno dimensioni diverse e la caratteristica comune di essere state tutte inesorabilmente cancellate. Non uno stemma né un&#8217;iscrizione rimangono per farci capire a chi o a cosa si riferissero. Tutto è stato scalpellato via con grande precisione. <span id="more-514"></span>Persino l&#8217;iscrizione sul portico che ora è sede della Provincia è cancellata, sostituita con un più conciso e neutro &#8220;Palazzo del Governo&#8221;.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 370px"><a href="http://farm6.static.flickr.com/5040/5867829338_ea3a8c7d5a_o.jpg"><img class="  " title="Lapidi scalpellate sulla parete occidentale del cortile." src="http://farm6.static.flickr.com/5040/5867829338_0a031eaa6e.jpg" alt="" width="360" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Lapidi scalpellate sulla parete occidentale del cortile.</p></div>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 170px"><a href="http://farm4.static.flickr.com/3069/5867829624_b5022631c4_o.jpg"><img class=" " title="Altre lapidi sulla parete est." src="http://farm4.static.flickr.com/3069/5867829624_439fae4eb4_m.jpg" alt="" width="160" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Altre lapidi sulla parete est.</p></div>
<p style="clear: both;">&nbsp;</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://farm6.static.flickr.com/5062/5867828918_b9ee43ddca_o.jpg"><img class="   " title="Parte dell'iscrizione cancellata sul porticato settentrionale." src="http://farm6.static.flickr.com/5062/5867828918_632dffb55a_z.jpg" alt="" width="600" height="242" /></a><p class="wp-caption-text">Parte dell&#39;iscrizione cancellata sul porticato settentrionale.</p></div>
<p style="clear: both;">Considerando la posizione e lo stile di quelle del Broletto, è facile ricollegare queste iscrizioni al lungo dominio veneto. Ma che cosa è successo esattamente? Chi le ha fatte cancellare, e perché? Il pensiero corre subito alla pratica della <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Damnatio memoriae" target="_blank">damnatio memoriae</a></em>, che durante l&#8217;epoca Romana prima e medioevale poi veniva utilizzata per cancellare il ricordo di un nemico, di un condannato postumo o del precedente signore locale inviso a quello nuovo, cancellandone il nome (<em>deletio nominis</em>) e distruggendone stemmi e simboli.</p>
<p style="clear: both;">Sfogliando le pagine dei libri di storia bresciana si scopre abbastanza rapidamente che questa in realtà non è opera di un&#8217;unica volontà distruttrice né di un uso consolidato nel tempo, ma è il risultato di due eventi diversi e dalle diverse finalità.</p>
<p>Il primo risale al 4 marzo del 1692. In questa data, il Veneto Serenissimo Governo emise una delibera secondo la quale si dovevano <em>&#8220;abbollire quelle pietre sopra le quali </em>[...]<em> si vedevano eloggi ed inscritioni in lode de&#8217; rappresentanti passati&#8221;</em>. Già l&#8217;anno precedente il Senato veneto aveva deciso di rimuovere dalle città suddite tutte le iscrizioni che ricordavano la gloria dei podestà veneziani, probabilmente con l&#8217;intenzione di contrastare un&#8217;eventuale deriva autocelebrativa dei singoli rettori, malvista da Venezia e che tra l&#8217;altro avrebbe potuto aumentare i mugugni e il malcontento locale.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 170px"><a href="http://farm4.static.flickr.com/3239/5867274609_c7a92ab02e_o.jpg"><img class=" " title="Nonostante la cancellazione, è possibile ancora distinguere la sagoma del Leone di San Marco in questa lapide posta nell'androne dell'ingresso occidentale del Broletto." src="http://farm4.static.flickr.com/3239/5867274609_07c47bf822_m.jpg" alt="" width="160" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Nonostante la cancellazione, è possibile ancora distinguere la sagoma del Leone di San Marco in questa lapide posta nell&#39;androne dell&#39;ingresso occidentale del Broletto.</p></div>
<p>Il secondo evento avverrà un secolo più tardi, nel marzo del 1797. I giacobini bresciani, sull&#8217;onda dell&#8217;arrivo di Napoleone in Italia, vogliono liberarsi dell&#8217;ormai morente dominio veneto e cospirano per la sua caduta. Sono quasi tutti borghesi, ispirati dagli ideali della Rivoluzione Francese, oppure membri delle litigiosissime famiglie nobili bresciane, stanchi di non poter governare nella propria città o, poverini, di non poter esercitare i propri soprusi senza essere continuamente condannati o cacciati dai veneziani.</p>
<p>Il 18 marzo, un colpo di cannone sparato da Porta S. Nazaro dà il segnale: una ventina di giacobini, guidati da Giuseppe Lechi, occupa senza difficoltà il Broletto e proclama l&#8217;indipendenza della città in presenza del provveditore straordinario Francesco Battaggia, che partirà di lí a poco col suo presidio. Nasce così la breve Repubblica Bresciana, che come sappiamo finirà presto fagocitata dall&#8217;Impero Napoleonico. Il giorno successivo viene abbattuta la colonna veneta in piazza Loggia e vengono scalpellati via tutti i leoni di San Marco dalle pareti del Broletto. In questo caso, quindi, l&#8217;intento è quello più classico della <em>damnatio memoriae</em> nei confronti dei dominatori appena cacciati. O forse &#8220;la <em>damnatio memoriae</em> [...] rovescia in qualche modo paradossalmente il valore della pena, trasformando inevitabilmente l’epigrafe in una <strong><em>memoria damnationis</em></strong>, rafforzando il ricordo e non imponendo l’oblio, colpendo la rappresentazione della memoria e non la memoria stessa<sup><a href="#marchioli">1</a></sup>&#8220;.</p>
<p>Curiosamente non viene cancellata dal portale occidentale del Broletto la testimonianza della conquista veneta del Peloponneso, con il riferimento alle città di <em>Naupactos</em> (Lepanto) e <em>Neocastro</em> (Navarino, l&#8217;odierna Pylos) e dell&#8217;ampliamento dei confini dalmati. Forse per ironizzare sulla presunta gloria veneta, visto che il dominio della penisola greca durò solo una trentina d&#8217;anni a cavallo tra Seicento e Settecento, oppure per dimostrare che in qualche modo la Serenissima era stata <em>subacta</em> dai rivoluzionari bresciani. Ma sto probabilmente fantasticando.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://farm4.static.flickr.com/3026/5867273409_2f98e05c09_o.jpg"><img class="  " title="Il portale che dà su Piazza Paolo VI. Sono rimaste incise le parole NAVPACTO NEOCASTRO EXPVGNATIS, PELOPONESSO SVBACTA, DALMATIAE FINIBVS AMPLIATIS." src="http://farm4.static.flickr.com/3026/5867273409_898b0c1657_z.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Il portale che dà su Piazza Paolo VI. Sono rimaste incise le parole NAVPACTO NEOCASTRO EXPVGNATIS, PELOPONESSO SVBACTA, DALMATIAE FINIBVS AMPLIATIS.</p></div>
<h3><strong>Per saperne di più:</strong></h3>
<p><small><sup><a id="marchioli">1</a></sup> <span style="font-variant: small-caps;">Marchioli, N.</span>, 2008. <span style="font-style: italic;">Cancellare il ricordo: la </span><span style="font-style: normal;">damnatio memoriae</span><span style="font-style: italic;"> nelle iscrizioni medievali tra formule e scalpellature.</span> In: <span style="font-style: italic;">Condannare all&#8217;oblio. Pratiche della </span><span style="font-style: normal;">damnatio memoriae</span> nel Medioevo (Atti del convegno). Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno, 27-29 novembre 2008.</small>
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		<title>La polizia sta a guardare!</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 11:52:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ed ecco un altro film girato a Brescia nell&#8217;aprile del 1973, una decina di anni dopo Il Magnifico Cornuto. Si tratta di La polizia sta a guardare, film poliziottesco diretto da Roberto Infascelli e interpretato tra gli altri da Enrico Maria &#8230; <a href="http://www.ramperto.it/la-polizia-sta-a-guardare/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed ecco un altro film girato a Brescia nell&#8217;aprile del 1973, una decina di anni dopo <a href="http://www.ramperto.it/il-magnifico-cornuto/">Il Magnifico Cornuto</a>. Si tratta di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_polizia_sta_a_guardare"><strong>La polizia sta a guardare</strong></a>, film <em>poliziottesco</em> diretto da Roberto Infascelli e interpretato tra gli altri da Enrico Maria Salerno. La colonna sonora è del grande Stelvio Cipriani.<br />
Inserisco qui la scena di apertura, un &#8220;tour&#8221; &#8211; non proprio topograficamente corretto &#8211; dal Broletto alla Stazione nella grigia Brescia degli anni &#8217;70. Sapreste riconoscere tutte le vie?</p>
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		<title>I chiostri minori di San Giuseppe</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 18:32:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ove non si parlerà degli interessantissimi affreschi che ritraggono i possedimenti degli Osservanti Minori Francescani, la vita e le predicazioni di San Bernardino da Siena e altri soggetti edificanti; non si parlerà dell&#8217;elegante architettura, delle strane colonne non rastremate, delle &#8230; <a href="http://www.ramperto.it/i-chiostri-minori-di-san-giuseppe/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ove non si parlerà degli interessantissimi affreschi che ritraggono i possedimenti degli Osservanti Minori Francescani, la vita e le predicazioni di San Bernardino da Siena e altri soggetti edificanti; non si parlerà dell&#8217;elegante architettura, delle strane colonne non rastremate, delle antiche lastre tombali, della meridiana che segnava l&#8217;ora ufficiale del Comune. Per oggi &#8211; e per me &#8211; è semplicemente un luogo quieto e silenzioso, e tuttavia ancora abitato e vissuto ogni giorno da chi ci vive o ci passa, ci prega o ci lavora.</p>
<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5118/5828949965_cd2bbe16bb_z.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm6.static.flickr.com/5118/5828949965_cd2bbe16bb_m.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a> <a href="http://farm6.static.flickr.com/5106/5828949475_754c3563cb_z.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm6.static.flickr.com/5106/5828949475_754c3563cb_m.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a> <a href="http://farm4.static.flickr.com/3148/5829494706_ea5f1c9ef7_z.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm4.static.flickr.com/3148/5829494706_ea5f1c9ef7_m.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a> <a href="http://farm6.static.flickr.com/5191/5828948925_4a54cd8a79_z.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm6.static.flickr.com/5191/5828948925_4a54cd8a79_m.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a> <a href="http://farm6.static.flickr.com/5318/5829497468_34fd33ef3e_z.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm6.static.flickr.com/5318/5829497468_34fd33ef3e_m.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a> <a href="http://farm6.static.flickr.com/5229/5828947771_c0445196f6_z.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm6.static.flickr.com/5229/5828947771_c0445196f6_m.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a> <span style="font-size: 13px; font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; line-height: 19px;"><a href="http://farm6.static.flickr.com/5239/5829496160_e770fbc22b_z.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm6.static.flickr.com/5239/5829496160_e770fbc22b_m.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a> <a href="http://farm4.static.flickr.com/3114/5829495306_a8f83e610f_z.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm4.static.flickr.com/3114/5829495306_a8f83e610f_m.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a> <a href="http://farm6.static.flickr.com/5159/5829494210_5fc3f965e0_z.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm6.static.flickr.com/5159/5829494210_5fc3f965e0_m.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a></span>
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		<title>La nascita di Piazza Tebaldo Brusato</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 23:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramperto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Piazza Tebaldo Brusato, la piazza più grande del centro storico, ha una sua storia affascinante. Nel corso del tempo la sua fisionomia è cambiata profondamente: già negli ultimi anni è stata teatro di un intervento di riqualificazione che l&#8217;ha trasformata &#8230; <a href="http://www.ramperto.it/la-nascita-di-piazza-tebaldo-brusato/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piazza Tebaldo Brusato, la piazza più grande del centro storico, ha una sua storia affascinante. Nel corso del tempo la sua fisionomia è cambiata profondamente: già negli ultimi anni è stata teatro di un intervento di riqualificazione che l&#8217;ha trasformata da parcheggio (e luogo di giochi e avventure della mia infanzia) a piazza… francese: qualche tempo fa mi trovavo ai giardini Des Invalides a Parigi e la sensazione di essere &#8220;a casa&#8221; era davvero estraniante. Ma torniamo alla nascita della piazza. Anzi, a qualche secolo prima.<em> </em></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://farm3.static.flickr.com/2615/5816465026_b36185f087_o.jpg"><img title="Porta S. Andrea" src="http://farm3.static.flickr.com/2615/5816465026_8db5943c32_m.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">La fine di Via Musei contro le mura orientali: più o meno qui si apriva l&#39;antica porta S. Andrea, chiusa con la ricostruzione veneta.</p></div>
<p>Durante l&#8217;epoca romana la città era solcata da cardi e decumani che suddividevano la città in <em>insulae</em> di forma piuttosto regolare. Le strade, ben lastricate, conducevano da un lato all&#8217;altro della cinta muraria. La <em>Via Gallica</em>, da Milano, entrava in città dalla <em>Porta Mediolanensis</em>, formava il Decumano Massimo (l&#8217;attuale Via Musei) ed usciva dall&#8217;altra parte, verso Verona, attraverso una porta non più esistente e conosciuta nel Medio Evo col nome di <em>Porta S. Andrea</em>. Il Cardo Massimo divideva la città a metà da nord a sud: partiva dal Foro, sotto il Capitolium, e arrivava fino alla <em>Porta Cremonensis</em> (la medioevale Porta Matolfa), all&#8217;altezza di Via Crispi.<span id="more-346"></span></p>
<p>Con la caduta di Roma anche Brescia, come tutte le città europee, subì un lento e inesorabile declino, accentuato anche dalle incursioni e dai saccheggi dei barbari. La città venne più volte messa a ferro e fuoco durante quei secoli confusi. In molti scavi, sopra i resti romani si trovano strati bruciati, crollati, incolti. Nessuno più si occupava dei servizi e della manutenzione. I detriti, le macerie, il colluvio proveniente dal cidneo ricoprirono lentamente le rovine e le strade lastricate, innalzando il livello del suolo. Le fognature, sfondate o riempite di terra, erano ormai inservibili.</p>
<p>In questo panorama di sfacelo e decadenza ancora resistevano alcuni grandi edifici pubblici romani: il Foro rimaneva utilizzato come Mercato, ma aveva perso da tempo la sua importanza a scapito della zona occidentale, con le cattedrali e i nuovi palazzi del potere. Nonostante tutto questo, Brescia mantenne una certa importanza, sia durante la dominazione dei Goti prima e dei Longobardi poi, sia per quanto riguarda gli eventi legati all&#8217;evoluzione della Chiesa nei suoi primi secoli di vita.</p>
<p>La zona orientale della città era quella che aveva subito la maggiore decadenza: le grandi domus piene di mosaici e pitture erano sparite sotto i detriti del tempo e il quartiere era ridotto a campagna: alcuni punti un tempo urbanizzati erano addirittura stati ricoperti di terreno proprio per essere coltivati.</p>
<p>Nel 753 il Re longobardo Desiderio fonda il Monastero di San Salvatore &#8211; Santa Giulia lungo il Decumano Massimo nei pressi della porta orientale della città. Il cenobio femminile costituirà uno dei grandi poli del potere religioso della città e rimarrà attivo per un intero millennio, fino alla chiusura decretata da Napoleone.  Il monastero possedeva grandi appezzamenti di terreno sulle pendici del Cidneo, affittati per la costruzione di abitazioni, e un grande <em>broilum </em>(da cui il termine <strong>brolo</strong>) compreso tra il Decumano Massimo a nord, le mura a est e la chiesetta di San Siro a sud. Questa si trovava dove ora c&#8217;è il Bar Nazionale proprio allo sbocco del vicoletto omonimo.</p>
<p>Oltre a questo <em>broilum</em>, nella zona più vicina al monastero si trovavano le case della nobiltà feudale legata al cenobio, come i Grometello o i Calcaria. Si trattava di case <em>solariate</em>, cioè a due piani, con torri, orti e giardini. Le case dei <em>populares</em>, il ceto medio, erano invece generalmente case <em>terranee</em>, ossia a un piano solo, anche perché costruire un piano in più significava un cospicuo aumento di affitto e comunque il monastero non gradiva sopralzi eccessivi.</p>
<p>Già a partire dall&#8217;inizio del XII secolo il monastero aveva cominciato ad affittare <em>ad hedificandum</em> alcuni lotti del <em>broilum</em> (<a href="http://cdlm.unipv.it/edizioni/bs/brescia-sgiulia1/carte/sgiulia1144-11-19c" target="_blank">qui</a> un esempio di contratto del 1144), ma la rinascita urbanistica della zona si ha soprattutto a partire dal 1173/1174, quando il monastero decide di aprirvi un grande mercato, che misurava ben <em>tre piò e trentacinque tavole</em>. Il nuovo <em><strong>Forum Fortunatum</strong></em> sostituí sia il mercato del Foro che quello del Broletto, istituito pochi decenni prima, e cominciò ad attirare nella zona molte famiglie che misero in piedi attività commerciali e artigianali. Nacque così il primitivo spazio aperto che per secoli venne chiamato Mercato Nuovo (anche quando di nuovo aveva ormai ben poco) e infine Piazza Tebaldo Brusato.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://farm3.static.flickr.com/2045/5819039554_98e00b60b7_b.jpg"><img title="Piazza Tebaldo Brusato" src="http://farm3.static.flickr.com/2045/5819039554_98e00b60b7.jpg" alt="" width="500" height="374" /></a><p class="wp-caption-text">Piazza Tebaldo Brusato oggi.</p></div>
<p>L&#8217;antico Foro Capitolino ormai aveva perso importanza anche come mercato, acquistando invece un gran valore come… cava di marmo, con le sue pietre già squadrate e pronte per essere utilizzate come materiale da costruzione. Sono gli anni del nuovo inurbamento e dell&#8217;aumento demografico: la città cresceva e le mura romane non bastavano più. Nel 1186 si completò una seconda cerchia muraria, seguita dopo pochi decenni da una terza, molto più ampia e tanto ben pianificata da essere praticamente rimasta immutata fino all&#8217;inizio del &#8217;900 (i veneti ricostruirono, non ampliarono). Nello stesso periodo si cominciò a ricostruire ed ingrandire l&#8217;antico Broletto. <em>Continua in seconda pagina.</em></p>
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		<title>Teoria</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 01:56:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono da tempo tornato a casa. E ho cambiato casa virtuale, visto che il vecchio blog ormai mi faceva venir sonno solo a vederlo. Ancora nomade, ho però un paio di articoli in nuce da pubblicare. Potrebbero interessarti: Dagli Appennini &#8230; <a href="http://www.ramperto.it/teoria/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono da tempo tornato a casa. E ho cambiato casa virtuale, visto che il vecchio blog ormai mi faceva venir sonno solo a vederlo. Ancora nomade, ho però un paio di articoli in nuce da pubblicare.</p>
<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5026/5769513198_2703f6c8e5_b.jpg"><img class="alignnone" title="Teoria (Via Solone Reccagni)" src="http://farm6.static.flickr.com/5026/5769513198_2703f6c8e5_m.jpg" alt="" width="154" height="230" /></a> <a href="http://farm3.static.flickr.com/2466/3572331791_86886ae7b8_o.jpg"><img class="alignnone" title="Scale (Via Barricate)" src="http://farm3.static.flickr.com/2466/3572331791_0be2bed7c5_m.jpg" alt="" width="154" height="230" /></a> <a href="http://farm1.static.flickr.com/214/506228948_fbc1e89d33_o.jpg"><img class="alignnone" title="Sant'Urbano" src="http://farm1.static.flickr.com/214/506228948_f3c8cc92ee_m.jpg" alt="" width="154" height="230" /></a> <a href="http://farm4.static.flickr.com/3069/2434903604_8a1c671b2d_o.jpg"><img class="alignnone" title="Vicolo Sant'Urbano" src="http://farm4.static.flickr.com/3069/2434903604_3cd659fddf_m.jpg" alt="" width="154" height="230" /></a>
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		<title>Dagli Appennini alle Ande (grossomodo)</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 02:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramperto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Personale]]></category>
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		<category><![CDATA[Ramperto]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiedo scusa per la mia lunghissima assenza, ma la vita mi ha portato molto lontano da Brescia: dopo un lungo periodo sull&#8217;Appennino Toscano mi ritrovo ora nell&#8217;Emisfero Australe, in una località imprecisata nel Sud del Brasile. Spero di poter tornare &#8230; <a href="http://www.ramperto.it/dagli-appennini-alle-ande-grossomodo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedo scusa per la mia lunghissima assenza, ma la vita mi ha portato molto lontano da Brescia: dopo un lungo periodo sull&#8217;Appennino Toscano mi ritrovo ora nell&#8217;Emisfero Australe, in una località imprecisata nel Sud del Brasile.<span id="more-27"></span><br />
Spero di poter tornare presto a chiacchierare della mia amata città; magari anche prima: ho nelle bozze almeno un paio di articoli che aspettano solo il mio imprimatur. Rimango comunque a disposizione per domande e chiacchiere su Brescia, anche se purtroppo sono molto lontano dalle mie fonti.<br />
Un abbraccio a chi mi ha seguito fino ad ora e a chi avrà la pazienza di aspettarmi ed un pensiero colmo di affetto e nostalgia per la mia Leonessa che si prepara all&#8217;inverno.</p>
<div class="blogger-post-footer"><img src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/134013794831332589-2777979348799040411?l=ramperto.blogspot.com" alt="" width="1" height="1" /></div>
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		<title>L&#8217;archivio dell&#8217;istituto LUCE</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 10:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramperto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Istituto LUCE, per quei pochi che non lo conoscessero, &#8220;è la più antica istituzione pubblica destinata alla diffusione cinematografica a scopo didattico e informativo del mondo&#8221; (da wikipedia, che faccio prima). Nasce nel 1924 e diventa uno dei principali strumenti &#8230; <a href="http://www.ramperto.it/larchivio-dellistituto-luce/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a href="http://www.luce.it/">Istituto LUCE</a>, per quei pochi che non lo conoscessero, &#8220;è la più antica istituzione pubblica destinata alla diffusione cinematografica a scopo didattico e informativo del mondo&#8221; (da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_Luce">wikipedia</a>, che faccio prima). Nasce nel 1924 e diventa uno dei principali strumenti di propaganda del regime fascista grazie ai suoi &#8220;cinegiornali&#8221; che venivano proiettati al cinema prima dei film. Dopo la guerra, l&#8217;Istituto continuerà la sua attività di produzione di film e documentari. <span id="more-26"></span><br />
Proprio grazie alla pagina di Wikipedia ho scoperto con immenso piacere che l&#8217;<a href="http://www.archivioluce.com/archivio/">Archivio LUCE</a> è pubblicamente visionabile su internet senza restrizioni. Migliaia e migliaia di filmati che coprono gran parte del Novecento, ottimamente catalogati e ricercabili per parole chiave.<br />
<img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381776684840922466" style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: hand; width: 126px; height: 50px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_6rDXUvAOCRI/Sq_pYYhsLWI/AAAAAAAAAbA/WiMLksBVuFI/s400/logo.png" border="0" alt="" /> Ovviamente, mi sono messo a setacciare l&#8217;archivio in cerca di testimonianze interessanti su Brescia; il problema è che scopro queste cose a notte fonda, generalmente appena dopo aver detto &#8220;ora stacco e vado a letto&#8221;.<br />
Consiglio comunque di dare un&#8217;occhiata di persona e di perdercisi, ma ecco alcune cose notevoli ai fini di questo blog:</p>
<p>:: <a href="http://www.archivioluce.com/archivio/indice.jsp?content_2=http%3A%2F%2Fwww.archivioluce.com%2Farchivio%2Fjsp%2Fschede%2FschedaCine.jsp%3Fdb%3DcinematograficoCINEGIORNALI%26section%3D%2F%26physDoc%3D1963%26theTerm%3DBrescia%26qrId%3D3se054c18ddfc378%26findCine%3Dtrue%26findFoto%3Dtrue">1929</a>: l&#8217;inaugurazione dell&#8217;ospedale per la prevenzione della tubercolosi infantile.<br />
:: <a href="http://www.archivioluce.com/archivio/indice.jsp?content_2=http%3A%2F%2Fwww.archivioluce.com%2Farchivio%2Fjsp%2Fschede%2FschedaCine.jsp%3Fdb%3DcinematograficoCINEGIORNALI%26section%3D%2F%26physDoc%3D2497%26theTerm%3Dbrescia%26qrId%3D3se054c18e3532bc%26findCine%3Dtrue%26findFoto%3Dtrue">1930</a>: la partenza della IV Coppa Mille Miglia. In questo filmato muto si nota bene come le macchine partissero da Viale Venezia e girassero nell&#8217;attuale via Nicostrato Castellini, dove si distinguono l&#8217;istituto Pavoni, allora non ancora seminascosto dai condomini, e le case all&#8217;angolo con via Mantova.<br />
:: <a href="http://www.archivioluce.com/archivio/indice.jsp?content_2=http%3A%2F%2Fwww.archivioluce.com%2Farchivio%2Fjsp%2Fschede%2FschedaCine.jsp%3Fdb%3DcinematograficoCINEGIORNALI%26section%3D%2F%26physDoc%3D6147%26theTerm%3DBrescia%26qrId%3D3se054c18ddfc378%26findCine%3Dtrue%26findFoto%3Dtrue">1932</a>: l&#8217;inaugurazione di Piazza della Vittoria da parte di Mussolini.<br />
:: <a href="http://www.archivioluce.com/archivio/indice.jsp?content_2=http%3A%2F%2Fwww.archivioluce.com%2Farchivio%2Fjsp%2Fschede%2FschedaCine.jsp%3Fdb%3DcinematograficoCINEGIORNALI%26section%3D%2F%26physDoc%3D42995%26theTerm%3DBrescia%26qrId%3D3se054c18de77155%26findCine%3Dtrue%26findFoto%3Dtrue">1962</a>: lo stabilimento ittiogenico, l&#8217;attuale Parco dell&#8217;Acqua presso via Lechi.</p>
<p>Divertitevi a trovarne altri, magari più avanti ne posterò altri. Le fotografie sono poste alla fine della lista di risultati della ricerca e anch&#8217;esse sono oltremodo interessanti. Un esempio è <a href="http://www.archivioluce.com/archivio/indice.jsp?content_2=http%3A%2F%2Fwww.archivioluce.com%2Farchivio%2Fjsp%2Fschede%2FschedaFoto.jsp%3Fdb%3DfotograficoLuceCRONOLOGICO%26section%3D%2F%26physDoc%3D28136%26theTerm%3DBrescia%26qrId%3D3se054c18026e31a%26findCine%3Dtrue%26findFoto%3Dtrue">questa foto</a> del 1941, che mostra un curioso <span style="font-style: italic;">ciclotaxi</span> in via Gramsci.</p>
<div class="blogger-post-footer"><img src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/134013794831332589-5139176722660762162?l=ramperto.blogspot.com" alt="" width="1" height="1" /></div>
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