I fantasmi di San Giorgio

 Il mio amico Sandro, uomo di cultura vastissima e grande conoscitore di Brescia, mi ha raccontato un ennesimo fatto interessante sulla nostra città. Durante una visita alla splendida chiesa di San Giorgio, recentemente restaurata e riaperta al pubblico, la zia gli ha raccontato che una cinquantina d’anni fa soleva andare a comprare le uova da un’anziana donna “un po’ matta” che aveva le galline proprio in un cortiletto adiacente alla chiesa. Questa signora, chiacchierando, asseriva convinta che in particolari giorni dell’anno si vedevano delle persone trasparenti affacciarsi dalle scale della chiesa. Continua a leggere

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Le città e la memoria. 5

“A Maurilia, il viaggiatore è invitato a visitare la città e nello stesso tempo a osservare certe vecchie cartoline illustrate che la rappresentano com’era prima: la stessa identica piazza con una gallina al posto della stazione degli autobus, il chiosco della musica al posto del cavalcavia, due signorine col parasole bianco al posto della fabbrica di esplosivi. Continua a leggere

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Le “case a schiera” di vicolo Lungo

Dopo l’articolo sulla nascita di Piazza Tebaldo Brusato ci ho un po’ preso gusto a fotografare i muri della Brescia Antica e sono finito in Vicolo Lungo a fare questo altrettanto lungo collage fotografico (si chiamerebbe ortofoto, ma evito per rispetto ai professionisti):

Il muro di cinta sul lato meridionale di Vicolo Lungo.

 

Vicolo Lungo collega vicolo San Clemente con la piazza del Foro, superando un discreto dislivello dovuto a secoli di detriti che sono scesi dal Cidneo a ricoprire templi, colonne e ricordi del passato.  Continua a leggere

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Patrimonio dell’Umanità

La chiesa di Santa Giulia vista da uno dei chiostri del monastero.

La chiesa di Santa Giulia vista da uno dei chiostri del monastero.

Ricevo con commossa gioia la notizia dell’ingresso dell’area monumentale bresciana, in particolare del monastero di Santa Giulia, nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La candidatura era stata presentata 4 anni fa come parte di un “sito diffuso” dal nome I Longobardi in Italia: i centri del potere (568-774 d.C.), in cui sono compresi anche il castrum e la chiesa di S. Maria Foris Portas di Torba-Castelseprio (Varese), il tempietto Longobardo di Cividale del Friuli (Udine), il tempietto del Clitunno a Campello (Perugia), la basilica di San Salvatore a Spoleto (Perugia) la chiesa di S. Sofia a Benevento e il Santuario Micaelico di Monte Sant’Angelo sul Gargano (Foggia). Continua a leggere

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Damnatio memoriae

Il Broletto è il palazzo del potere bresciano per eccellenza: dal Duecento in poi è sempre stato la sede del governo cittadino e dal 1426 la sede dei rettori che amministravano Brescia per conto della Repubblica di Venezia. L’edificio, uno dei più grandi edifici del genere in Europa, è un libro aperto sull’ultimo millennio di storia della nostra città: le varie parti del palazzo (quando non addirittura parti diverse di uno stesso muro o di una singola finestra) sono testimoni di epoche e dominazioni diverse: il periodo Comunale, Berardo Maggi, gli Scaligeri, i Visconti, Pandolfo Malatesta, Venezia, Napoleone fino ad arrivare ai giorni nostri.

Sulle pareti che cingono il cortile maggiore è possibile osservare una nutrita teoria di epigrafi. Sono generalmente di marmo o medolo, disposte senza un ordine preciso, hanno dimensioni diverse e la caratteristica comune di essere state tutte inesorabilmente cancellate. Non uno stemma né un’iscrizione rimangono per farci capire a chi o a cosa si riferissero. Tutto è stato scalpellato via con grande precisione. Continua a leggere

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